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Il corporate blog

Qual’è il ruolo del corporate blog ( il blog aziendale) nelle Relazioni Pubbliche e nella comunicazione d’impresa?

Il blog è uno strumento gratuito ( o quasi…), trasparente, personalizzabile e caratterizzato da un doppio legame tra l’autore (l’azienda-blogger) e i (blogger) visitatori; i blog e i corporate blog rappresentano per sempre più imprese uno strumento “aggiuntivo” per relazionarsi con i propri pubblici di riferimento. Si tratta di una comunicazione bidirezionale in cui i feedback per alcune per lo più grandi imprese, possono solo migliorare la qualità del prodotto finale, dando luogo a una vera e propria conversazione on line; mentre molte piccole medie imprese, possono costituire un grandissimo canale di comunicazione diretta col consumatore finale.I corporate blog ampliano notevolmente lo spettro delle potenziali opportunità e potenzialità per qualsiasi tipo di comunicazione, per l’immediatezza con cui un tema si propaghi in rete e la riduzione dei limiti geografici, temporali e risorse.

In rete i consumatori si trovano, confrontano, scambiano idee e pareri su prodotti e servizi aziendali.

E’ uno strumento di comunicazione conversazionale che può rappresentare un punto di forza, può alimentare la fiducia e rafforzare l’autenticità del brand/impresa. Queste dinamiche impongono alle impresa maggiore trasparenza e disponibilità al dialogo con i propri consumatori, ma offrono anche interessanti opportunità di stabilire un nuovo legame con i proprio target.

Da un lato, l’utente è un soggetto attivo, contribuisce a creare sentiment intorno al prodotto/brand, sensibile a cosa pensano i suoi pari. Dall’altro, i blogger riconoscibile attraverso il sito, giudicabile attraverso i post.

Il blog è solo opportunità o costituisce anche una minaccia? Il blog puo’ costituire minacca, ovvero un pericolo, solo se inteso come ‘strumento di moda’ e come tale utilizzato in modo inopportuno.

Per inopportuno intendo senza costanza, senza una programmazione editoraile e senza la volontà di ascoltare quanto viene detto tramite i commenti.

Credo che faccia più danno un blog ‘abbandonato’ che un blog mai nato; alla pari di un blog in cui i commenti cadano nel vuoto senza essere né accolti né compresi.

Nel mondo del vino sono tantissimi ( forse troppi..) gli esempi di blog malgestiti e malcurati, perché poco aggiornati oppure utilizzati come bacheca su cui appuntare comunicati stampa o scarne news di eventi sporadici; blog che non interessano e non coinvolgono.
Fortunatamente ce sono molti che possono essere portati ad esempio come strumenti ben utilizzati. Alcuni che mi vengono in mente: Il Mosnel; PoggioArgentiera; Divinando, il blog di Silvia Maestrelli di Villa Petriolo; Bele Casel; Wine is love, il blog di Francesco Zonin; San Leonardo.
Ne avete altri da segnalarmi?

2 pensieri su “Il corporate blog

  1. Condivido pienamente il destino segnato dei blog nati solo per moda e senza che vi sia genuina fede (sì, parlo proprio di fede) sulla loro efficacia rsa possibile se e solo se si ha la capacità e la volontà di ascolare, ovvero di leggere i commenti.
    Fare un blog senza la volontà di ascoltare i commenti e regolarsi di conseguenza e come accingersi a disputare una partita di calcio sperando di . . perdere.
    Tanto vale, non scendere in campo.

  2. Interessante questo paragone con la partita di calcio.
    La vera innovazione dei blog è proprio questo mettere al centro le persone!
    Al di là della tecnologia, dei termini tecnici e delle mode, il punto è proprio che un blog per un’azienda significa dar voce alle proprie persone; non solo la persona ‘azienda’ ma anche e soprattutto la voce alle persone ‘resto del mondo’: potenziali clienti/acquirenti, giornalisti, operatori, influencer.
    Un blog significa andare oltre il “muro” del brand e valorizzare il capitale umano nella propria strategia di marketing.
    Su un blog, chiunque (fermo restando la buona educazione e il vivere civile) ha la possibilità di dire la sua, di esprimere la sua opinione; quindi un blog significa mettersi in gioco, perché, dall’altra parte, oltre ai complimenti, possono arrivare critiche, giudizi, ai quali dover far fronte.
    Se non si ha alcun interesse ad ascoltare, meglio non aprire un blog..

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