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Quale Social Network genera più traffico al sito web?

Facebook in testa, Pinterest e Twitter a seguire.
Shareaholic ha elaborato i dati raccolti da 200 mila editori online tra settembre 2012 e lo stesso mese di quest’anno, per un traffico totale di 250 milioni di utenti unici.
Nel Social Media Traffic Report emerge che Facebook regna incontrastato, e si conferma il social in grado di portare più traffico (traffic referral) verso i siti web degli editori; seguono Pinterest (piattaforma di foto sharing che genera il 3,7% del traffico ai siti web) e Twitter (che invece porta solo l’1,2% di visite).
La seconda posizione di Pinterest non stupisce: l’analisi conferma una crescita costante del social network, basti che nell’ultimo anno il traffico da Pinterest è aumentato del 66%, contro il 58% di Facebook e il 54% di Twitter.

La somma degli altri 7 social presi in esame (Pinterest, Twitter, StumbleUpon, Reddit, YouTube, LinkedIn e Google+) non arriva nemmeno alla metà della percentuale del traffic referral di Facebook.
YouTube e LinkedIn crescono rapidamente, mentre Google+ chiude il gruppo dei social: in pratica, è quasi irrilevante rispetto ai competitor, e sembra crescere anche meno rapidamente di tutti gli altri. Se Google (motore di ricerca) è da sempre la principale fonte di traffico per gli editori del web, Google+ stenta a farsi largo tra i competitor.

I consigli e le tecniche per generare un aumento di traffico sui siti web proliferano. Ma il principio di base che accomuna tutte le strategie si fonda sul social media marketing.

photo credits: Mashable

La storia degli #hashtag

L’hashtag è un contrassegno (identificato dal simbolo #) che, quando scritto immediatamente alla sinistra di un termine, consente di raggrupparlo all’interno di uno specifico feed.
Sono formati da parole o combinazioni di parole concatenate precedute dal simbolo # (cancelletto), inseriti come commenti alle immagini.

Ad esempio, se su Facebook scrivo un aggiornamento di stato con #vino, il post finirà all’interno di un feed dedicato, consultabile da tutti all’indirizzo https://www.facebook.com/hashtag/vino.
Molto utile su Twitter, per mettere in relazione contenuti simili e persone che parlano degli stessi argomenti; una convenzione che aiuta le community per l’aggiunta di un contesto e metadati ai tweets.
Un hashtag può essere un valido strumento per far trovare il proprio messaggio al network o per creare dei gruppi in funzione di qualche evento.
Ecco come sono nati e qual è stata la loro evoluzione.

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Pinterest, arrivano le Map Board grazie ai Place Pin

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Pinterest, il social network di content curation tramite le immagini, ha da poco annunciato una nuova modalità di pin che si chiama Places Pin: la funzione consente di aggiungere una mappa alle board che creiamo e conseguentemente posizionare i pin sulla mappa.

Pinterest ha osservato quello che fanno gli utenti ovvero creare, ogni giorno sul social network, 1,5 milioni di pin legati a località geografica tanto che il SN oggi contiene oltre 750 milioni di link e foto legati a posti da visitare.

I Place Pins includono anche dettagli extra, come l’indirizzo e il numero di telefono direttamente sul Pin, in modo da poter reperire rapidamente informazioni utili.

Per creare board geolocalizzate è sufficiente mettere “sì” nella sezione “Aggiungere una mappa?” quando si crea una nuova scheda, o modificare le impostazioni di una scheda esistente. Dopo di che è possibile mappare tutti i pin nuovi ed esistenti sulla bacheca per pianificare un tour.

E’ anche possibile creare bacheche di gruppo con gli altri utenti del SN.

Un aspetto interessante è che i luoghi sono forniti da Foursquare, anche se su Pinterest non è possibile fare check-in. I pinnatori incalliti potranno visualizzare i nuovi pin anche da mobile, grazie alle app di Android e iOS.
Pinterest conferma di essere sempre un passo avanti agli altri, con questa novità potrà combinare la bellezza delle immagini dei pin di viaggi con l’utilità di una mappa online, facilmente consultabile.

Pinterest è, oggi, negli Stati Uniti tra i primi SN che generano il maggior traffico ai siti aziendali, secondo dopo Facebook e davanti a Twitter.

I social media ci rendono più fragili, almeno secondo Zygmunt Bauman

Zygmunt BaumanZygmunt Bauman, il sociologo della modernità liquida, è intervenuto a Milano per Meet The Media Guru, ciclo di incontri sulla cultura digitale.

La conferenza di Bauman, uno dei maggiori pensatori viventi, ha toccato molti aspetti centrali della nostra condizione di esseri umani, a cominciare dal rapporto con la vita digitale.

Secondo Bauman la rivoluzione digitale ci ha imposto di vivere allo stesso tempo in due differenti dimensioni, quella online e quella offline.
La Rete, per Bauman, è parte del progresso, ma porta con sé anche un numero di “perdite collaterali” (titolo del suo ultimo libro): l’automatizzazione del lavoro, ad esempio, causa diminuzione di posti di lavoro “umani” sia nell’industria pesante che nel lavoro intellettuale.
La Rete, però, nella visione di Bauman porta con sé anche vantaggi, come la disponibilità quasi infinita di conoscenza: “con un click, Google ci presenta due milioni di risposte, un numero che non potremmo consultare nemmeno in tutta la nostra vita”. Anche questo aspetto, però, ha un prezzo: l’impazienza e la perdita della capacità di conservare conoscenza “dentro di noi”. Sono i server a conservare il nostro sapere, noi possiamo solo consultarlo e questo “avrà un effetto negativo sulla nostra creatività“.

Alla domanda come i social media hanno cambiato le nostre relazioni e la nostra vita, Bauman risponde senza esitazione: “Rendendoci più fragili”.

Perché “Spesso non siamo in grado di utilizzare al meglio la nuova libertà conquistata“.

Alla base anche la nostra mutata percezione del tempo e la mancanza di progettualità: “Nella società di oggi sono cambiati la nostra percezione e il nostro uso del tempo. Siamo meno in grado di fare programmi, perché siamo sempre più consapevoli che gli eventi della nostra vita sono imprevisti e imprevedibili. Prima il nostro tempo era strutturato in un certo modo – c’era il tempo dell’ufficio e il tempo della casa, il tempo del lavoro e quello del riposo – e si lottava per pianificarlo nella maniera più solida possibile. Oggi queste divisioni stanno venendo meno. Ci sono solo eventi istantanei, che capitano inattesi. La nostra percezione del tempo si riassume nell’espressione ‘il tempo è adesso’”. In questa trasformazione hanno molto a che fare le nuove tecnologie e i social media, che hanno inaugurato l’epoca della comunicazione istantanea, del tutto e subito e dell’insofferenza nei confronti dell’attesa.

Riferendosi poi ai Social Network, e nello specifico a Facebook, secondo Bauman il social network ha intercettato la nostra paura di non essere visti ed essere soli e ha fondato il suo successo sull’allontanamento di questa paura: “il fondamento delle relazioni online è la soddisfazione“, ha specificato Bauman, “e le relazioni diventano estremamente fragili”. Facebook ci dà un “gadget” che ci fa credere di poter incontrare 500 amici in un giorno stesso, “io non sono riuscito a farne altrettanti in 80 anni di vita”, ha scherzato Bauman. “Il problema con Facebook e gli altri social netwok è che promettono esattamente quello che il progresso promette: rendere la nostra vita più semplice“. Questo meccanismo si presenta anche nella gestione delle relazioni umane e sentimentali.

Ma siamo davvero felici di questa possibilità? Per Bauman la risposta è no: “la felicità non è evitare i problemi, la felicità è superarli“.

#hashtag

hashtagSulla falsariga di Twitter, anche Facebook ha introdotto l’uso degli hashtag (le etichette).

Esattamente come Twitter, Pinterest, Instangram e altri social, anche su Facebook è possibile etichettare inserendo parole precedute dal simbolo #.
Ogni conversazione o post, quindi, con hashtag sarà organizzata in feed che raccoglieranno tutto ciò che persone o pagine dicono riguardo a quel determinato argomento, rispettando però le impostazioni sulla privacy di ogni iscritto.

Questo significa che se vado a visualizzare un determinato hashtag, vedrò tutti i contenuti (immagini, post, commenti) taggati con quel determinato hashtag; funzione utilissima, quindi, per fare ricerche o per ricostruire una conversazione.

Grazie agli hashtag diventa più semplice monitorare le discussioni che riguardano il proprio brand o il proprio settore e rispondere per fare customer care.

Gli hashtag sono ricercabili tramite il motore di ricerca interno di ciascun Social Network; su Facebook, per esempio su Graph Search o tramite l’indirizzo www.facebook.com/hashtag/nomedeltag sostituendo a nomedeltag il tema che si vuole seguire.

Gli hashtag possono essere inseriti in qualsiasi punto dell’aggiornamento e vanno scritti senza spazi; questo significa che se volete creare un hashtag composto da più parole, le parole devono essere scritte attaccate (#Parola1Parola2), per esempio: #comunicazionevino , #marketingvino , #socialmedia.

Sia su su Twitter che su Facebook si possono acquistare hashtag sponsorizzati che verranno visualizzati dagli utenti.

Da sottolineare che gli #hashtag sono universali, ovvero se si ri-pubblica un post contenente degli hashtag tramite un altro servizio (es. Instagram, Twitter, ecc.), questi risulteranno cliccabili ed utilizzabili come hashtag del Social Network su cui si va a replicare.

 

Osservatorio New Media & New Internet: rapporto 2012.

OldMediavsNewMedia

E’ stato pubblicato il nuovo rapporto dell’Osservatorio New Media & New Internet relativamente al 2012.

Il Rapporto dell’Osservatorio new Media & New Internet raccoglie al suo interno i risultati completi della Ricerca, che si è posta i seguenti obiettivi:

    • valutare quantitativamente il mercato dei Media digitali in tutte le sue declinazioni (contenuti pay vs advertising, app vs web, ecc.);
  • analizzare in dettaglio gli ambiti più innovativi dei Media digitali – Tablet, Smartphone, Connected Tv, Apps, Social Network e Video Online;
  • stimare il valore del mercato dei New Media nelle sue componenti più innovative;
  • comprendere il comportamento dei consumatori nella fruizione di contenuti Media digitali, in relazione in particolare agli ambiti innovativi di cui sopra;
  • comprendere le strategie e i modelli di business dei diversi attori operanti nella filiera, evidenziando i possibili modelli di ricavo;
  • analizzare le tecnologie emergenti;
  • individuare i principali trend in atto e tratteggiare i possibili scenari futuri.

In sintesi, anche nel 2012, il mercato complessivo dei Media ha subito un calo scendendo a ad un valore di 15,9 miliardi di euro, in ribasso del 5% rispetto ai 16,7 miliardi del 2011. Prosegue quindi il trend negativo che ha generato una riduzione del mercato di circa 2,5 miliardi di euro negli ultimi 5 anni.

I numeri sono il risultato di due dinamiche tra loro molto differenti: da un lato, i Media tradizionali hanno perso complessivamente 3,6 miliardi di euro, pari al 25% del mercato; dall’altro i New Media continuano il loro percorso di crescita, arrivando a 5,4 miliardi di euro nel 2012.

Le ragioni di questi trend sono principalmente 3: in primis, la crisi economica sta certamente limitando la capacità di spesa degli investitori pubblicitari; in secondo luogo, c’è una maggiore attenzione nei confronti dei risultati delle campagne pubblicitarie e della loro misurabilità; infine, i canali digitali stanno diventando canali “di massa”, in grado di raggiungere oramai un numero significativo di utenti, attirando così sempre più l’attenzione da parte sia dei produttori di contenuti che degli investitori pubblicitari.

In questo scenario i New Media continuano a crescere senza subire alcuna battuta di arresto. Con 5,4 miliardi di euro nel 2012 sono arrivati a pesare per oltre un terzo del mercato complessivo dei Media, quando solo 4 anni fa contavano per poco meno di un quarto. Nel 2013 si prevede una crescita del 6% circa che porterà il valore del mercato intorno ai 5,7 miliardi di euro, pari al 36% del mercato complessivo dei Media.

In questi ultimi anni, infatti, si stanno sovrapponendo diverse dinamiche che stanno cambiando profondamente il concetto stesso di Internet: accanto al Pc si stanno diffondendo nuovi device – Smartphone, Tablet, Connected Tv su tutti – che molti- plicano le occasioni di utilizzo di Internet; si stanno sviluppando poi, con un tasso di crescita esponenziale, i Social Network che, in qualche misura, stanno assumendo il ruolo di traino che i motori di ricerca hanno giocato nel “vecchio” Internet; si diffonde il paradigma delle Applicazioni che semplifica l’accesso ai contenuti; si iniziano anche ad affermare modelli di business basati su ricavi pay; Internet diventa sempre più multimediale, con una pervasiva diffusione dei Video che lo rende molto più ricco ed efficace.

Tutte queste dinamiche hanno dato vita a quello che nella ricerca viene chiamato “New Internet”.

Il mercato Media sul New Internet vale nel 2012 circa 350 milioni di euro, in crescita del 90% rispetto al 2011 e ormai, da solo, pesa per il 26% del mercato degli Internet Media e per il 7% di quello dei New Media.

Per il 2013 si prevede un incremento di circa il 50% rispetto al 2012, che porterà il suo peso sul mercato degli Internet Media al 35% e al 10% su quello dei New Media.

L’executive summary è disponibile (gratuitamente) a questo link

Audiweb | Dati di audience del mese di Maggio 2013

 

In base ai nuovi dati di audience online, nel mese di maggio 2013 sono stati 28,5 milioni gli utenti che si sono collegati almeno una volta da computer. Nel giorno medio risultano 14,2 milioni gli utenti unici.

In base ai nuovi dati di audience online, nel mese di maggio 2013 sono stati 28,5 milioni gli utenti che si sono collegati almeno una volta da computer.
Nel giorno medio risultano 14,2 milioni gli utenti unici, collegati per 1 ora e 25 minuti in media per persona.

fasce_maggio2013Dai dati socio-demografici dell’audience online di maggio risultano online nel giorno medio 7,8 milioni di uomini e 6,4 milioni di donne, in particolare 35-54enni (6,8 milioni di utenti, il 47,6% della popolazione online), online in media per 1 ora e 25 minuti a persona. I più giovani dedicano più tempo alla navigazione da PC nel giorno medio: i 25-34enni (2,6 milioni, il 18% della popolazione online) risultano collegati in media per 1 ora e 37 minuti, come i 18-24enni (1,4 milioni, il 10% della popolazione online) che risultano collegati per 1 ora e 38 minuti per persona.
Cresce di oltre l’11% la quota degli over 55 online nel giorno medio, con 2,5 milioni di utenti di questa fascia (il 17,4% della popolazione online 55+).

[Fonte: Audiweb]