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	<title>PR&#38;PRess &#124; Comunicazione e Pubbliche Relazioni</title>
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		<title>Linkedin &#124; Infografica</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 07:43:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Linkedin è uno dei più grandi Social Network dedicati al business. La più grande rete sociale professionale, nel febbraio 2012, ha dichiarato di aver superato i 150 milioni di membri (erano 100 milioni nel marzo 2011), 60% dei quali fuori dagli Stati Uniti. Il 60% degli iscritti risiede fuori dagli Stati Uniti. U.S.A., India, U.K [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pr-press.it/2012/05/linkedin-infografica/linkedin/" rel="attachment wp-att-1704"><img class="alignnone  wp-image-1704" title="linkedin" src="http://pr-press.it/wp-content/uploads/2012/05/linkedin.png" alt="" width="246" height="246" /></a></p>
<p><a href="http://www.linkedin.com/">Linkedin</a> è uno dei più grandi Social Network dedicati al business.</p>
<p>La più grande rete sociale professionale, nel febbraio 2012, ha dichiarato di aver superato i <strong>150 milioni di membri</strong> (erano 100 milioni nel marzo 2011), 60% dei quali fuori dagli Stati Uniti.</p>
<p>Il 60% degli iscritti risiede fuori dagli Stati Uniti. U.S.A., India, U.K e Brasile sono i paesi col maggior numero di iscritti. Gli utenti europei sono oltre 33 milioni e le nazioni che mostrano un maggiore interesse sono i Paesi Bassi, la Francia, l’Italia, la Spagna.</p>
<p>Gli uomini (58%) superano di gran lunga le donne. La fascia d’età con più membri è quella dei 25-34enni, seguita dai 35-54enni.<br />
I settori con più iscritti risultano essere l’hi-tech (14%), la finanza (12%) e la manifattura (10%). Le funzioni maggiormente presente sono quelle legati all’imprenditoria (12%), vendita (11%), operations (9%).</p>
<p>In Italia si calcolano 3.026.074 di iscritti, in crescita di oltre un milione di unità anno su anno. Anche nel nostro paese si rileva una prevalenza di uomini (54%). Le età più rappresentate sono quelle della fascia 25-34 (40%) e 35-54 (39%). I 18-24enni sono il 15% e gli ultra 55enni solo il 6%.<br />
Nel nostro paese i settori con più addetti sono l’hi tech e la manifattura, entrambi con un peso del 14%. A seguire finanza, corporate e beni di consumo (9%).</p>
<p>In questa infografica, l&#8217;utilizzo del Social Network da parte degli utenti.</p>
<p><a title="How LinkedIn Works" href="http://infographiclabs.com/infographic/how-linkedin-works/"><img src="http://infographiclabs.com/wp-content/uploads/2012/02/Linkedin.jpg" alt="How LinkedIn Works" /></a></p>
<p><a href="http://infographiclabs.com/infographic/how-linkedin-works/">How LinkedIn Works</a> by <a href="http://www.infographiclabs.com">Infographiclabs</a></p>
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		<title>Pinterest &#124; Video-guida</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 08:03:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[P&P]]></category>

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		<description><![CDATA[Pinterest è uno spazio per organizzare e condividere contenuti sul web. In questo simpatico video, come usare Pinterest.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pinterest è uno spazio per organizzare e condividere contenuti sul web.<br />
In questo simpatico video, come usare Pinterest.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/29045733" frameborder="0" width="500" height="281"></iframe></p>
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		<title>Socialmediability delle aziende italiane: un anno dopo</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 14:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[strategia social]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono stati diffusi nei giorni scorsi, i risultati della ricerca &#8220;Socialmediability delle aziende italiane: un anno dopo&#8221; svolta dall’Osservatorio Social Media dello Iulm. Sono state analizzate 720 aziende estratte casualmente da un database contenente tutte le imprese italiane. Sono distribuite su tutto il territorio nazionale, suddivise equamente a seconda delle dimensioni e rappresentative di sei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati diffusi nei giorni scorsi, i risultati della ricerca &#8220;<a href="http://www.osservatoriosocialmedia.com/la-ricerca/">Socialmediability delle aziende italiane: un anno dopo</a>&#8221; svolta dall’Osservatorio Social Media dello Iulm.</p>
<p>Sono state analizzate 720 aziende estratte casualmente da un database contenente tutte le imprese italiane. Sono distribuite su tutto il territorio nazionale, suddivise equamente a seconda delle dimensioni e rappresentative di sei settori: alimentare, bancario, hospitality, moda, pubblica amministrazione e arredamento (che sostituisce il settore dell’elettronica, analizzato l’anno precedente). In sintesi, per ogni settore sono state analizzate 120 aziende: 40 grandi, 40 medie e 40 piccole.<span id="more-1687"></span></p>
<div id="__ss_12064054" style="width: 477px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Infografica SocialMediAbility Aziende Italiane Osservatorio Social Media IULM" href="http://www.slideshare.net/mastersocialmedia/infografica-socialmediability-aziende-italiane-osservatorio-social-media-iulm" target="_blank">Infografica SocialMediAbility Aziende Italiane Osservatorio Social Media IULM</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/12064054" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="477" height="510"></iframe></p>
</div>
<p>Rispetto al 2010, il dato più rilevante è costituito da un <strong>generale aumento dell’uso dei social media per attività di marketing e comunicazione</strong>. In particolare, i passi avanti sono stati segnati dalle aziende di piccole dimensioni: quelle che utilizzano canali social risultano infatti il 43%, a fronte del 9,8% registrato solo un anno prima. In questo modo si è nettamente ridotto il gap che le distanziava dalle realtà più grandi: anche queste ultime hanno incrementato l’attività social, ma non si segnala una simile discrepanza rispetto al 2010.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Facebook si conferma in testa alle preferenze: la percentuale di aziende che ha aperto un proprio spazio su tale piattaforma è letteralmente raddoppiata rispetto alla precedente rilevazione. Crescono di oltre 20 punti percentuali anche Twitter, Linkedin e Youtube.</p>
<p>A questi dati, tuttavia, non corrisponde un parallelo aumento dell’effettiva qualità delle attività social delle aziende. L’<strong>indice di SocialMediAbility</strong> medio per le piccole aziende, ad esempio, nelle tre dimensioni considerate (orientamento social media; attenzione/cura; efficacia) si è attestato, in una scala da 0 a 10, a 0,4, 0,3 e 0,2. Nel 2010 tali valori ammontavano a 0,1, 0,3 e 0,0. In sintesi, sempre più si diffonde la consapevolezza della necessità strategica di essere presenti sui social. Ma a ciò non sempre si accompagna un’effettiva padronanza delle competenze specifiche sulle logiche e i linguaggi di questi canali.</p>
<p>Molto spesso, l&#8217;utilizzo dei Social Media, è una <strong>scelta fatta senza definire prima gli obiettivi</strong> e senza inquadrare la presenza all’interno di una strategia più articolata, che integri i mondi online e offline per produrre e veicolare contenuti.<br />
<strong>La comunicazione sui social media, infatti, non è un’alternativa a basso costo alla comunicazione tradizionale, ma attività integrante.</strong></p>
<p>Per molte aziende il web marketing si riduce spesso all&#8217;apertura di una pagina su Facebook o di un account su Twitter; attività che però richiedono tempo e, paradossalmente, diventano un problema di gestione. E&#8217; facile imbattersi in pagine Facebook non aggiornate, account Twitter rispolverati solo in occasione di eventi, canali YouTube dimenticati.</p>
<p>Mantenere una <strong>presenza coerente</strong> e, soprattutto, utile, sui Social Media, significa innanzitutto avere una strategia di Content Marketing, ovvero di produzione e diffusione di contenuti che siano rilevanti per gli utenti, che li inducano a compiere azioni, a diffonderli, a rispondere agli stimoli. Il contenuto va progettato, creato e distribuito, con costanza e continuità, seguendo le regole di ogni Social Network.</p>
<p>La ricerca completa “Il SocialMediAbility delle Aziende Italiane: un anno dopo” è disponibile <a href="http://www.osservatoriosocialmedia.com/richiedi-la-ricerca-completa/">qui</a>.</p>
<p>La sintesi dei risultati.</p>
<div id="__ss_12080942" style="width: 425px;">
<p><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Sintesi dei risultati Il SocialMediAbility delle Aziende Italiane Osservatorio Social Media" href="http://www.slideshare.net/mastersocialmedia/sintesi-risultati-il-socialmediability-delle-aziende-italiane-osservatorio-social-media" target="_blank">Sintesi dei risultati Il SocialMediAbility delle Aziende Italiane Osservatorio Social Media</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/12080942" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="425" height="355"></iframe></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;"></div>
</div>
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		<title>Le fabbriche delle idee &#124; #nuovitalians crescono</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 12:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Festival Città Impresa è la manifestazione che riconosce al territorio un ruolo centrale per lo sviluppo di un nuovo tessuto economico, soprattutto nel Nord Est, area strategica per l’economia e la società del Paese. Il tema del Festival, in programma nel Triveneto dal 2 al 6 maggio, è “Le Fabbriche delle Idee”, e vuole essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pr-press.it/2012/05/le-fabbriche-delle-idee-nuovitalians-crescono/nuovitalians_/" rel="attachment wp-att-1665"><img class="alignnone size-full wp-image-1665" title="nuovitalians_" src="http://pr-press.it/wp-content/uploads/2012/05/nuovitalians_.jpg" alt="" width="550" height="296" /></a></p>
<p><a href="http://www.festivaldellecittaimpresa.it/">Festival Città Impresa</a> è la manifestazione che riconosce al territorio un ruolo centrale per lo sviluppo di un nuovo tessuto economico, soprattutto nel Nord Est, area strategica per l’economia e la società del Paese.</p>
<p>Il tema del Festival, in programma nel Triveneto dal 2 al 6 maggio, è “<strong>Le Fabbriche delle Idee</strong>”, e vuole essere uno stimolo per vincere la sfida della competitività nel segno della creatività, della cultura di qualità, dell’innovazione e della sostenibilità.</p>
<p>Telecom Italia, partner dell&#8217;iniziativa, ha ideato “<a href="http://nuovitalians.telecomitalia.com/">Nuovi Italians Crescono</a>” in collaborazione con Nordesteuropa, Corriere della Sera e Antiruggine: dieci giovani imprenditori, “<em>fabbricatori di futuro</em>” che hanno saputo reinterpretare la tradizione artigiana italiana in chiave contemporanea e che, intervistati dal giornalista Beppe Severgnini, racconteranno la loro idea per fare impresa e superare la crisi.<br />
L’appuntamento è per <strong>venerdì 4 maggio alle 17 all’ l’Antiruggine di Castelfranco Veneto</strong> (TV) e potrà essere seguito in live streaming e su Twitter utilizzando l’hashtag <strong>#nuovitalians</strong>.</p>
<p>I dieci protagonisti di “Nuovi Italians Crescono” sono:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Filippo Berto</strong> &#8211; <a href="http://www.bertosalotti.it">Berto Salotti</a> (Monza, www.bertosalotti.it): produce divani in pelle per note aziende. Primo esempio italiano di corporate blog dell’arredamento, con il primo canale video online su You Tube e la vetrina su E-bay.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Patrizia Bolzan e Marcello Pirovano</strong> &#8211; <a href="http://www.tecnificio.com/">Tecnificio</a> (Milano, www.tecnificio.com): sinonimo e contrario di artificio, Tecnificio è un luogo dove il design incontra pratiche manuali e sperimentazioni digitali.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Christian Grande</strong> &#8211; <a href="http://www.italiaveloce.it/">Italia Veloce</a> (Parma, www.italiaveloce.it): produce biciclette capolavoro, costruite su misura e dal gusto retrò, usando anche pezzi d’epoca. Per muoversi nei centri urbani, ma anche da esibire<br />
nel salotto di casa.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Doriano Mattellone</strong> &#8211; <a href="http://www.w-eye.it/c/">W-Eye</a> (Udine, www.w-eye.it): creatività, manualità e lusso incontrano la filosofia green nell’occhialeria, con l’utilizzo di un materiale innovativo di legno e alluminio per un prodotto interamente artigianale.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Angiolino Maule</strong> &#8211; <a href="http://www.vinnatur.org/">VinNatur</a> (Vicenza, www.vinnatur.org): riunisce vignaioli da tutto il mondo cercando di preservare l’individualità del vino dall’omologazione che chimica, tecnologia e industrializzazione hanno portato nelle attività vinicole.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Alessandro Molinari</strong> &#8211; <a href="http://www.garagedesign.it/">Garage Design</a> (Milano, www.garagedesign.it): oggetti di design inediti prodotti grazie a un talent scouting internazionale. I prototipi sul webshop sono acquistabili solo raggiunta la soglia minima di consensi per la sostenibilità economica. Senza sprechi.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Zoe Romano</strong> &#8211; <a href="http://www.openwear.org/">OpenWear</a> (Milano, www.openwear.org): vetrina virtuale dove piccoli produttori di moda, stilisti, sarti fotografi trovano spazio per migliorare la propria attività. I cartamodelli sono scaricabili liberamente dai membri della community.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Elena Santi</strong> &#8211; <a href="http://www.opendesignitalia.net/it/">Opendesignitalia</a> (Bologna, www.opendesignitalia.net): manifestazione biennale dedicata al design autoprodotto e di piccola serie che vuole valorizzare le risorse del territorio e favorire nuovi circuiti commerciali ed economici.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Alberto Tessaro</strong> &#8211; <a href="http://www.enessere.com/">Enessere</a> (Vicenza, www.enessere.com): start up specializzata in ricerca, sviluppo e ingegnerizzazione di microimpianti per l’energia pulita. Tra i punti di forza, la rapida realizzazione di prototipi e la flessibilità nella customizzazione.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Nicola Zago</strong> &#8211; <a href="http://sharazad.com/">Sharazad</a> (Verona): si occupa di strategia social e, attraverso piattaforme collaborative e lean thinking, interviene sui processi organizzativi. Al centro c’è la visione integrata di marketing, commerciale e comunicazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il settore arredamento e i Social Network</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 09:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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		<description><![CDATA[Durante il &#8220;Salone del mobile&#8221; di Aprile,  esperti ed operatori del settore si sono confrontati sulle opportunità offerte dalla rete e dal mondo dei social network per le aziende del settore arredamento, durante il convegno &#8220;Social Network: opportunità per il settore arredamento?&#8221; organizzato da Federmobili in collaborazione con Assarredo. Ecco alcuni spunti interessanti raccolti da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pr-press.it/2012/05/il-settore-arredamento-e-i-social-network/convegno_social_network_arredamento/" rel="attachment wp-att-1683"><img class="alignnone size-full wp-image-1683" title="Convegno_Social_Network_Arredamento" src="http://pr-press.it/wp-content/uploads/2012/05/Convegno_Social_Network_Arredamento.jpg" alt="" width="187" height="250" /></a></p>
<p>Durante il &#8220;Salone del mobile&#8221; di Aprile,  esperti ed operatori del settore si sono confrontati sulle opportunità offerte dalla rete e dal mondo dei social network per le aziende del settore arredamento, durante il convegno &#8220;<a href="http://www.federlegnoarredo.it/tool/home.php?s=0,1,29,32,62">Social Network: opportunità per il settore arredamento?</a>&#8221; organizzato da Federmobili in collaborazione con Assarredo.<br />
Ecco alcuni spunti interessanti raccolti da questi interventi:</p>
<ul>
<li>il 50% della popolazione utilizza canali differenti per scegliere un prodotto; la fonte principale di ricerca è Internet;</li>
<li>gli strumenti più utilizzati dagli utenti Internet sono: 93% motori di ricerca, 87% portali, 85% social network, 70% video, 65% e-mail. Tra questi dati spicca sicuramente la percentuale di utenti Internet che utilizzano i social network, soprattutto considerando che fino ad alcuni anni fa questi non raggiungevano percentuali superiori al 10%.</li>
<li>l’utilizzo di Internet nelle aziende italiane per scopi commerciali è ancora scarso, anche se abbiamo un aumento del 6% delle aziende online.</li>
<li>gli investimenti nel mercato pubblicitario in Italia sono in calo complessivamente del 7%, in particolare si ha una diminuzione del 9% dei quotidiani, del 14% dei periodici, 6% della tv. Internet è uno dei pochi media ad avere una crescita di investimenti, circa il 10% in più rispetto ad un anno fa.</li>
</ul>
<p>Diverse le testimonianze sulle esperienze di comunicazione con i social network. Daniele Prosdocimo, responsabile comunicazione Valcucine, ritiene necessario che le aziende debbano comunicare la propria identità in modo preciso, spiegando la visione dell’azienda. Nicola Zago, nel passato marketing manager di Lago SpA, ha lanciato alcune provocazioni chiedendosi se le aziende hanno davvero qualcosa da dire, visto che si limitano a riproporre i propri cataloghi, rimanendo costantemente legate ad essi in ogni aspetto comunicativo. Secondo Nicola, si tratta di ridefinire il modello aziendale, comunicando ogni aspetto dell’azienda, iniziando proprio da ciò che contraddistingue il prodotto italiano nel mondo: il ruolo centrale dell’artigiano nel processo produttivo.</p>
<p><strong>Le aziende devono comunicare le loro particolarità, le loro peculiarità, mostrando come viene realizzato il prodotto artigianalmente.</strong></p>
<p><strong></strong>Le aziende italiane hanno certamente molto da comunicare vista la qualità dei prodotti riconosciuta in tutto il mondo, si tratta quindi di ricercare e organizzare i contenuti aziendali in modo organico, creando una propria identità ben definita.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Social Media Marketing, in numeri</title>
		<link>http://pr-press.it/2012/04/social-media-marketing-in-numeri/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 15:26:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>

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		<description><![CDATA[I Social Media sono una moda? O l&#8217;evento più importante dopo la rivoluzione industriale? Un bel video che dà i numeri del Social Media Marketing]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I Social Media sono una moda?<br />
O l&#8217;evento più importante dopo la rivoluzione industriale?<br />
Un bel video che <em>dà i numeri</em> del Social Media Marketing</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/BXooR1CcKhM" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Brands &amp; Social Media: Report settore Retail</title>
		<link>http://pr-press.it/2012/04/brands-social-media-report-settore-retail/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 12:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi&Ricerche]]></category>
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		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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		<category><![CDATA[social media retail]]></category>

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		<description><![CDATA[Proseguono le uscite dei report della ricerca &#8220;Brands &#38; Social Media&#8220;, elaborata da OssCom, Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica, e Digital PR, agenzia di consulenza e strategie di comunicazione online, hanno presentato ieri il quarto report di &#8216;Brands &#38; Social Media. OssCom è stato fondato nel 1994 allo scopo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguono le uscite dei report della ricerca &#8220;<strong>Brands &amp; Social Media</strong>&#8220;, elaborata da <a href="http://centridiricerca.unicatt.it/osscom_index.html">OssCom</a>, Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica, e <a href="http://www.digital-pr.it/">Digital PR</a>, agenzia di consulenza e strategie di comunicazione online, hanno presentato ieri il quarto report di &#8216;Brands &amp; Social Media.</p>
<p>OssCom è stato fondato nel 1994 allo scopo di condurre ricerca teorica e applicata nel campo del sistema dei media e dell&#8217;industria culturale italiana. L&#8217;obiettivo primario del Centro è fornire un supporto alle imprese e alle istituzioni impegnate nel contesto mutevole del mercato dei media, al fine di accompagnarne le strategie comunicative, la costruzione dell&#8217;offerta, l&#8217;analisi del consumo e la definizione delle policies in modo consapevole ed efficace.</p>
<p>La ricerca Brands &amp; Social Media, prima nel suo genere, si propone di analizzare le iniziative di comunicazione nei social media in Italia da parte di <strong>100 aziende top nazionali ed estere distribuite su cinque settor</strong>i (Consumer Electronics, Automobili, Banche/Assicurazioni, Retail/Grande Distribuzione e Servizi) attraverso una mappatura analitica delle loro attività sui social media.</p>
<p>Questo è il <strong>quarto report</strong> presentato ed è relativo al <strong>settore Retail</strong> che comprende 20 aziende selezionati dalle principali catene di negozi presenti in Italia valutando una serie di fattori e scegliendo esempi da diverse categorie merceologiche al fine di rendere interessante l’analisi comparativa trasversale. I settori merceologici individuati sono: abbigliamento, abbigliamento sportivo, editoria &amp; multimedia, consumer electronics e bricolage &amp; arredamento.</p>
<p>Sono stati oggetto di analisi solo i profili aziendali ufficiali istituzionali in lingua italiana di cui sono stati rilevati parametri finalizzati a comprendere il grado di esposizione delle aziende sui social media; la coerenza delle iniziative proposte; l’identificazione degli spazi e delle modalità di interazione con gli utenti e lo stile comunicativo.</p>
<p>La ricerca ha permesso di stilare una <strong>classifica delle aziende</strong> operanti sui social media che tiene conto sia dell’investimento in termini di comunicazione da parte delle aziende (come ad esempio la frequenza di aggiornamento dei profili e la loro personalizzazione), sia dell’interazione degli utenti (come attestano il numero di commenti e di like ai wall post su Facebook o i retweet su Twitter).</p>
<p><a href="http://pr-press.it/2012/04/brands-social-media-report-settore-retail/osscom_executive_summary_retail_tab_04-2012/" rel="attachment wp-att-1648"><img class="alignnone size-full wp-image-1648" title="osscom_executive_summary_Retail_Tab_04.2012" src="http://pr-press.it/wp-content/uploads/2012/04/osscom_executive_summary_Retail_Tab_04.2012.jpg" alt="" width="500" height="303" /></a></p>
<p>Ikea si colloca al vertice della classifica con un punteggio di 61,25 punti seguita da Media World (53,75 punti), La Feltrinelli (50 punti), Euronics (46,25 punti) e Fnac (37,50 punti).</p>
<p>Sono disponibili l&#8217;<a href="http://centridiricerca.unicatt.it/osscom_Report_retail_euronics_web.jpg">infografica riassuntiva</a> e l&#8217;<a href="http://centridiricerca.unicatt.it/osscom_executive_summary_Retail.pdf">executive summary</a>.</p>
<p>Il <a href="http://centridiricerca.unicatt.it/osscom_2085.html">primo report</a>, del settembre 2011, dedicato alla categoria Consumer Technologies, comprendeva 20 delle aziende più attive nella produzione di personal computer, telefoni cellulari, macchine fotografiche, televisori, stampanti e consoles per il gioco.</p>
<p>Il <a href="http://centridiricerca.unicatt.it/osscom_2083.html">secondo report</a>, dell&#8217;Ottobre 2011, relativo alla categoria Automobile, comprende un campione delle 20 aziende con maggior numero di immatricolazioni nel primo semestre 2011 (dati Ministero dei Trasporti e Anfia).</p>
<p>Il <a href="http://centridiricerca.unicatt.it/osscom_2116.html">terzo report</a>, del dicembre 2011, relativo al settore Banche e Assicurazioni, comprende le prime 10 banche e le prime 10 assicurazioni attive sul mercato italiano così come emerge dalla valutazione di una serie di fattori.</p>
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		<title>ROI come Realization of Influence</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 08:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[P&P]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[brian solis]]></category>
		<category><![CDATA[roi social media]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; uscito da poco più di un mese il libro di Vincenzo Cosenza (aka Vincos, Responsabile sede romana di Digital PR) &#8220;Social Media ROI&#8220;, dedicato, appunto, alla misurazione di obiettivi e risultati dell&#8217;uso dei social media. Come scrive Cosenza: &#8220;Internet è il più misurabile dei media, tuttavia la mancanza di metriche condivise è uno scoglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pr-press.it/2012/03/roi-come-realization-of-influence/roi/" rel="attachment wp-att-1634"><img class="alignnone size-full wp-image-1634" title="roi" src="http://pr-press.it/wp-content/uploads/2012/03/roi.jpg" alt="" width="400" height="240" /></a></p>
<p>E&#8217; uscito da poco più di un mese il libro di Vincenzo Cosenza (aka Vincos, Responsabile sede romana di Digital PR) &#8220;<a href="http://vincos.it/social-media-roi/">Social Media ROI</a>&#8220;, dedicato, appunto, alla misurazione di obiettivi e risultati dell&#8217;uso dei social media.</p>
<p>Come scrive Cosenza: &#8220;<em>Internet è il più misurabile dei media, tuttavia la mancanza di metriche condivise è uno scoglio contro cui chi pianifica iniziative di marketing attraverso i social media si scontra quotidianamente. Il pericolo è quello di utilizzare in modo scorretto gli indicatori, come il tanto mitizzato ROI (Return On Investment)</em>&#8220;.</p>
<p>Brian Solis ha scritto la prefazione del libro: &#8220;Quando ROI significa Realization Of Influence&#8221;.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Una delle domande che viene posta più di frequente, parlando di social media, è: qual è il ROI? Sorprendentemente, questa domanda è espressa senza una reale comprensione del motivo per cui è necessario farla. Una risposta del tipo “non lo so” conduce quasi immediatamente alla semplice e fondata decisione di minimizzare gli investimenti in attività sui social media o addirittura di non investire su nessuno dei nuovi media. Al contrario una risposta del tipo “questo è il ROI che possiamo aspettarci dalle seguenti attività” trasforma in modo straordinario i dubbi o lo scetticismo in curiosità ed entusiasmo.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Effettivamente i nuovi media impongono un cambiamento necessario sulla strada per migliorare le relazioni con il consumatore e la sua esperienza, sviluppare prodotti e servizi di migliore qualità e aumentare la quota di mercato. Ma ricordate, quello che voi sapete e quello che hanno bisogno di sapere i decisori aziendali sono due facce della stessa medaglia. Entrambe sono rilevanti per condurre al successo un’organizzazione, ma solo una tenterà di creare aggregazione attorno a una visione comune del futuro.</p>
<p>L&#8217;intera prefazione è scaricabile dal <a href="http://vincos.it/2012/02/24/brian-solis-roi-come-realization-of-influence/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+vincos+%28Vincos%29">sito di Cosenza</a>.</p>
<p>Solis conclude con un decalogo:</p>
<ol>
<li>Iniziate con passione</li>
<li>Verificate gli obiettivi di business e le priorità</li>
<li>Indagate su chi sono i vostri consumatori, dove creano legami, cosa cercano, cosa condividono e osservate tendenze e aspettative</li>
<li>Traducete queste informazioni in insight che possano essere traslati in azioni.</li>
<li>Documentate i casi di successo di competitor o altre organizzazioni le cui attività siano volte a raggiungere segmenti di consumatori simili ai vostri.</li>
<li>Sviluppate le idee. Siate creativi e pensate oltre gli obiettivi e le priorità… mission e vision centrano il punto? Riescono ad andare oltre l’ovvio?</li>
<li>Definite le aree della vostra influenza: cosa volete cambiare, quali effetti volete provocare?</li>
<li>Guardate ad altri aspetti e prestazioni della vostra azienda per imparare il modo in cui attualmente viene misurato il successo e come si sta cercando di migliorare strategie e modalità di misurazione per il futuro.</li>
<li>Documentate il modo in cui misurerete i progressi e come metterete in relazione le prestazioni agli obiettivi di business, le priorità e la visione globale.</li>
<li>Pensate al di là del marketing. In che modo le vostre idee e il ROI possono avere effetti sulle linee di business e le funzioni aziendali? Formate una squadra di stakeholder che vi aiuti a unire i puntini.</li>
</ol>
<p>[<a href="http://www.briansolis.com/">Brian Solis</a> è marketing executive americano attualmente direttore di Altimeter Group; Solis è riconosciuto a livello globale come uno dei più importanti thought leader e autori sui nuovi media. Analista digitale, sociologo e futurista, Solis ha studiato e influenzato gli effetti dei media emergenti sul business, marketing, editoria e cultura.]</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Buon compleanno, Twitter!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 13:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[P&P]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[6 anni fa, Jack Dorsey scrive il suo primo twit, un semplice &#8220;inviting  coworkers&#8220;. La storia della genesi di Twitter racconta che il servizio nacque con la volontà di Dorsey di offrire uno strumento che unisse i blog tradizionali, utilizzati per condividere i propri status, con la velocità e l’immediatezza degli sms telefonici. Da qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pr-press.it/2012/03/buon-compleanno-twitter/happy_birthday_twitter-638x425/" rel="attachment wp-att-1616"><img class="alignnone size-full wp-image-1616" title="happy_birthday_twitter-638x425" src="http://pr-press.it/wp-content/uploads/2012/03/happy_birthday_twitter-638x425.jpg" alt="" width="638" height="425" /></a></p>
<p>6 anni fa, Jack Dorsey scrive il suo primo twit, un semplice &#8220;<em>inviting  coworkers</em>&#8220;.</p>
<p>La storia della genesi di Twitter racconta che il servizio nacque con la volontà di Dorsey di offrire uno strumento che unisse i blog tradizionali, utilizzati per condividere i propri status, con la velocità e l’immediatezza degli sms telefonici. Da qui la scelta dei famosi 140 caratteri (i 160 degli sms di cui 20 erano riservati però al mittente) e nella prima fase addirittura non era previsto l’uso delle vocali (anche il nome iniziale ne era privo, “twttr”).</p>
<p><strong>I lavori e la storia presero ufficialmente il via il 21 marzo 2006</strong>, quando Dorsey scriveva un laconico “inviting coworkers”. In realtà su quale fosse stato il primo messaggio è ancora disputa, molti sostengono infatti che fosse stato “just setting up my twttr”, ma lo stesso Dorsey avrebbe poi precisato che questo era stato generato automaticamente e pertanto non poteva considerarsi un autentico messaggio.</p>
<p>Potete approfondire su <a href="http://daily.wired.it/news/internet/2012/03/21/buon-compleanno-twitter-53132.html">Wired</a> e su <a href="http://tech.fanpage.it/happy-birthday-twitter/">Tech.Fanpage</a><br />
[Foto credit: <a href="http://tech.fanpage.it/happy-birthday-twitter/">Tech.Fanpage</a>]</p>
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		<title>Relazioni Pubbliche, la nuova definizione</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 08:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[P&P]]></category>
		<category><![CDATA[RP]]></category>
		<category><![CDATA[definizione rp]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni pubbliche]]></category>
		<category><![CDATA[rp definition]]></category>
		<category><![CDATA[strategic communication]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuova definizione di Relazioni Pubbliche, arriva dagli Stati Uniti, a seguito dell&#8217;importante progetto &#8220;Redefining Public Relations in the Age of Social Media&#8221; promosso da PRSA, che ha raccolto e organizzato i contributi delle persone che hanno pubblicamente partecipato. “Public relations is a strategic communication process that builds mutually beneficial relationships between organizations and their [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pr-press.it/2012/03/relazioni-pubbliche-la-nuova-definizione/what-is-public-relations/" rel="attachment wp-att-1610"><img class="alignnone size-full wp-image-1610" title="what-is-public-relations" src="http://pr-press.it/wp-content/uploads/2012/03/what-is-public-relations.jpg" alt="" width="400" height="500" /></a></p>
<p>Un nuova definizione di Relazioni Pubbliche, arriva dagli Stati Uniti, a seguito dell&#8217;importante progetto &#8220;<a href="http://www.nytimes.com/2011/11/21/business/media/redefining-public-relations-in-the-age-of-social-media.html">Redefining Public Relations in the Age of Social Media</a>&#8221; promosso da <a href="http://www.prsa.org/">PRSA</a>, che ha raccolto e organizzato i contributi delle persone che hanno pubblicamente partecipato.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong><em>“Public relations is a strategic communication process that builds mutually beneficial relationships between organizations and their publics”.</em></strong></p>
<p>Questa nuova definizione, va a sostituire l&#8217;ultima, in ordine cronologico, elaborata nel 2008, dai canadesi Flynn, Gregory &amp; Valin:</p>
<p style="padding-left: 30px;">&#8220;Per relazioni pubbliche si intende la gestione strategica delle relazioni che esistono fra una organizzazione e i suoi diversi pubblici, attraverso la comunicazione, per raggiungere la comprensione reciproca, gli obiettivi organizzativi e servire l’interesse pubblico.&#8221;</p>
<p>Con questa definizione, venivano evidenziati sia il crescente ruolo delle RP nella governance che l’aspetto strategico.</p>
<p>La ricerca di una definizione condivisa non è un semplice esercizio retorico, ma un passo necessario per andare a definire funzioni e competenze di una professione.</p>
<p>Edward Louis Bernays, uno dei padri delle relazioni pubbliche, nel 1922 diede la prima definizione: la capacità di “<em>interpretare la relazione tra l’organizzazione e i suoi pubblici e tra questi e l’organizzazione</em>”, una modalità per “<em>anticipare gli umori della gente</em>”.</p>
<p>Da allora, sono state molte le definizioni ad opera dei maggiori esperti e dei più grandi professionisti.</p>
<p>Nell&#8217;era dei Social Media, le RP ottengono il riconoscimento di processo di comunicazione strategica e viene evidenziata la simmetria della relazione tra l’organizzazione e i suoi pubblici.</p>
<p>Non più solo attività tecnico-operative ma funzione strategica e di governance da sviluppare con stile manageriale finalizzata a “<em>creare relazioni reciprocamente utili fra le organizzazioni e i loro pubblici</em>” in un’ottica di sostenibilità e di rendicontazione permanente.</p>
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